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PAULA SCHER • l’anticonformista del lettering

PAULA SCHER • l’anticonformista del lettering

Paula Scher è una delle graphic designer più famose e importanti al mondo. Il suo lavoro e a cavallo tra la cultura pop e l’arte contemporanea, le sue immagini hanno contribuito a creare l’attuale estetica americana.

Dopo la laurea presso la Tyler School of Art di Philadelphia nel 1970, Scher crea il suo primo studio di design; tra i suoi primi lavori ci sono pubblicità e copertine discografiche per CBS e Atlantic. I suoi lavori sono caratterizzato dall’uso non convenzionale dei caratteri tipografici, usati non solo come strumenti di scrittura ma come immagini e forme espressive. Questo approccio eclettico al mondo della tipografia e della grafica, influenzano fortemente l’estetica americana tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80. e Nel 1991 diventa partner, ma soprattutto, la prima direttrice donna della Pentagram di New York.

A meta degli anni ’90 il suo lavoro dona una nuova identità visiva al The Public Theater creando un nuovo modo di fare comunicazione per le istituzione culturali.

A meta degli anni ’90 il suo lavoro dona una nuova identità visiva al The Public Theater creando un nuovo modo di fare comunicazione per le istituzione culturali.

Tra i lavori più famosi possiamo ricordare un gran numero di copertine di album di artisti del calibro di John Coltrane, Charles Mingus, Keith Jarrett, Sonny & Cher, Herbie Mann, Ben E. King, Bob Dylan, Dee Dee Bridgewater, Boston, Leonard Bernstein, Muddy Waters, Yardbirds, Paul Simon, Billy Joel, The Rolling Stones,  Bruce Springsteen ecc.

Scher ha sviluppato sistemi d’identità e branding, materiali promozionali, grafica ambientale, packaging e progetti di pubblicazione per una vasta gamma di clienti che includono, tra gli altri, Bloomberg, Microsoft, Bausch + Lomb, Coca-Cola, Shake Shack, Perry Ellis, the Museum di arte moderna, il Sundance Institute, la High Line, il Jazz al Lincoln Center, il Metropolitan Opera, il New York City Ballet, la New York Philharmonic, il New Jersey Performing Arts Center, la New 42nd Street, il New York Botanical Garden, il Museo del memoriale dell’Olocausto degli Stati Uniti, il Museo d’arte di Filadelfia, la Robin Hood Foundation e il Dipartimento dei parchi e delle attività ricreative di New York City. Nel 1996 l’identità ampiamente imitata di Scher per The Public Theater ha vinto l’ambito premio Beacon per la strategia di progettazione aziendale integrata. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione di The Public Theatre ed è una collaboratrice frequente del New York Times, GQ e altre pubblicazioni. Dal 2006 al 2015 ha fatto parte della Commissione per il design pubblico della città di New York.

Nel corso della sua carriera le sono stati conferiti oltre 300 premi e riconoscimenti. Nel 1998 è stata nominata nell’Art Director Club Hall of Fame e nel 2000 ha ricevuto il Chrysler Award for Innovation in Design. Ha servito nel consiglio nazionale dell’American Institute of Graphic Arts (AIGA) ed è stata presidente della sede di New York dal 1998 al 2000. Nel 2001 le è stato conferito il più alto riconoscimento della professione, la medaglia AIGA, in riconoscimento dei suoi distinti successi e contributi sul campo, e nel 2006 le è stata assegnata la medaglia del Type Directors Club, la prima donna a ricevere il premio. Nel 2012 è stata insignita del Design Collab Award del Philadelphia Museum of Art, nel 2013 ha ricevuto il National Design Award per il Communication Design, assegnato dal Cooper-Hewitt, Smithsonian Design Museum, e nel 2019 è stata nominata SEGD Fellow. Scher è attualmente membro dell’Alliance Graphique Internationale (AGI) dal 1993 ed è stato presidente dal 2009 al 2012.

La carriera di Paula Scher da designer e da artista sono strettamente connesse, la sua pratica, sia artistica che grafica, si è sempre focalizzata sulle parole. Nei suoi progetti ambientali così come nelle mappe che dipinge, gioca con la relazione tra forma, linguaggio e significato, grafica e colore, trasformando le lettere in un flusso dinamico che ha il potere di condizionare lo spazio in cui lavora.

I suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti del Museum of Modern Art e del Cooper-Hewitt National Design Museum di New York, della Library of Congress di Washington, DC, del Philadelphia Museum of Art, del Denver Art Museum, del Victoria and Albert Museum di Londra, il Museum für Gestaltung Zürich e della Bibliothèque nationale de France oltre a quella del Centre Georges Pompidou di Parigi.

Per conoscere un meglio la Scher consigliamo la visione dell’episodio a lei dedicato di “Abstract: The Art of Design”, serie di documentari Netflix sulle figure di spicco del design e dell’architettura.

Vania Caruso

https://www.pentagram.com/about/paula-scher